IPOTESI DI FELICITA'
2014
ACRILICO E MATITA SU TELA
ACRYLIC AND PENCIL ON CANVAS
cm 100 X 100

< back

 

 

Dal Catalogo del Premio Rocca delle Macie, 2014
testo di Marta Gabriele

Dinanzi al lavoro di Martina Antonioni siamo invitati ad un percorso tra il vuoto e il silenzio. Il vuoto non come negazione o assenza, ma origine misteriosa di infinite possibilità, il silenzio come fine di un suono e inizio di molteplici suggestioni legate all’ambiente. Lo spazio e la pausa tendono a imporsi, dunque, sulla forma e il suono, generando un insolito ed estraniante affastellamento di strutture non materiali come il ritmo e il concetto, il racconto e la trama. Nell’opera in concorso Ipotesi di felicità il vuoto diviene la fonte di ogni forma e il luogo di assorbimento di ogni forma. Perfettamente in linea con il tema della 3a edizione del Premio Zingarelli - Rocca delle Macìe 2014, Silenziosi Racconti, il vuoto, inteso anche come sfondo, evidenzia il gusto per le storie secondarie, per i racconti intimi e silenti generati in solitudine e accompagnati dal quotidiano trascorrere del tempo. Lasciando che la figura imploda verso il centro, catturata da una linea tagliente, ciò che sta dietro viene selezionato e sintetizzato da un automatismo del segno grafico, ma non può essere annullato; all’horror vacui si sostituisce un amor vacui. In questa surrealtà astratta, onirica ma contemporaneamente ordinaria e concreta, il suono non si distingue dal rumore, così come il segno dalla forma e il vuoto dalla sfondo, perché è il silenzio a generare il suono, senza strategie di carattere estetico o gerarchie. Così le opere di Martina Antonioni nascono dalla indefinita imperfezione che caratterizza la vita, condensano racconti personali e collettivi, puntano l’attenzione ai margini delle storie, dove immaginario e reale, linea e colore si incontrano, accogliendo l’una nello spazio incompiuto dell’altro, lasciando trasbordare l’una l’esuberanza dell’altro, in una infinita trama in divenire.

 

From the Catalogue of Premio Rocca delle Macie, 2014
text by Marta Gabriele

Faced with Martina Antonioni’s work we are invited to a path between void and silence. Void not as negation or absence, but as a mysterious origin of infinite possibilities, silence as the end of a sound and the beginning of several suggestions related to the environment. Space and pause tend to impose themselves, therefore, on shape and sound, generating an unusual and alienating jumble of non-material structures like rhythm and concept, story and plot. In the work for the competition, Ipotesi di felicità, the void becomes the source of all shapes and the place of absorption of each form. In keeping with the theme of the 3rd event of the Zingarelli – Rocca delle Macìe 2014 Art Prize, Silenziosi Racconti, the void, as a background, underlines the taste for minor /secondary stories, for intimate and silent tales generated in solitude and accompanied by the daily passing of time. Leaving the figure to implode toward the center, caught by a sharp line, what is behind this is selected and synthesized as an automatic sign chart, but cannot be undone; horror vacui is replaced by amor vacui. In this abstract, dreamlike but at the same time ordinary and concrete surreality, the sound cannot be distinguished from the noise, as well as the sign from the form and the void from the background, because it is the silent that generates sound, without aesthetic strategies or hierarchies. So Martina Antonioni’s works arise from the indefinite imperfection that characterizes life, they condense personal and collective tales, pointing the attention to the edges of stories, where real and imaginary, line and color come together, accepting one in the unfinished space of the other, letting the exuberance of the color transform the line, interweaving in to infinity.

 

 

 

  _____________________________
@ Martina Antonioni, 2017